venerdì 27 febbraio 2026

TURISMO LUXURY: BOOM DI SHOPPING E GOLF


L’Italia consolida la sua posizione nell’élite mondiale del turismo di alta gamma trasformando un fenomeno di nicchia in un vero motore economico. Negli ultimi 25 anni la spesa inbound dei visitatori internazionali è quasi raddoppiata passando da 29,9 miliardi di euro nel 2000 a 54,2 miliardi nel 2024 e una crescita dell’81,2%. Un ritmo che pochi altri comparti dell’economia nazionale possono vantare e che conferma la capacità del Paese di intercettare una domanda globale sempre più orientata verso esperienze esclusive, personalizzate e ad alto valore aggiunto. A snocciolare i dati del comparto l’Ufficio Studi ENIT. L’Italia ha saputo adeguare la propria infrastruttura ricettiva al nuovo profilo del viaggiatore high-spending. Oggi il Paese conta 771 hotel a cinque stelle e cinque stelle superior per un totale di 103.656 posti letto che hanno registrato 4,7 milioni di arrivi (+7,6%) e 14,1 milioni di pernottamenti (+9,7%): numeri che testimoniano una domanda in crescita costante e una capacità di spesa elevata soprattutto da parte di mercati emergenti e consolidati del lusso.


Chi spende di più

La spesa media per notte offre un quadro interessante dei mercati più redditizi: Principato di Monaco 685 euro ; Slovenia 538 euro e a seguire i visitatori da Kuwait, Qatar, Bahrein, Arabia Saudita, Singapore, Nuova Zelanda e Dubai, tutti viaggiatori con un’elevata propensione alla spesa, attratti da esperienze tailor-made, privacy, wellness, enogastronomia d’eccellenza e shopping di brand iconici del Made in Italy.

Italia regina 

Il Luxe Report 2025 di Virtuoso — una delle reti globali più influenti nel turismo di alta gamma — ha eletto l’Italia Top Global Destination, superando competitor storici come Francia e Spagna. Roma emerge tra le città più amate confermando il suo ruolo di hub internazionale del lusso, tra hotellerie, shopping, arte e ristorazione stellata.

Boom dello shopping tourism

Tra gennaio e settembre 2025, il turismo motivato dallo shopping ha registrato 458 mila pernottamenti (+46,8% sul 2024) e superato 5 milioni di viaggiatori per un totale di 784 milioni di euro di spesa: un trend che riflette la forza dei marchi italiani della moda, del design e del lifestyle, capaci di attrarre un pubblico globale disposto a investire in prodotti iconici e in esperienze d’acquisto premium.

Golf driver di qualità

Il turismo golfistico rappresenta un altro tassello strategico. L’Italia è oggi tra le prime tre destinazioni europee per questa attività, dopo Spagna e Portogallo, e vede come regioni più apprezzate il Lazio e la Lombardia. Il golfista che sceglie il Belpaese ha un profilo ben definito: età tra 35 e 65 anni e proviene principalmente da Nord America, Regno Unito, Germania, Scandinavia e Asia orientale; viaggia spesso in gruppo, predilige strutture medio-alte e spende in media tra 2.000 e 5.000 dollari per partecipare a eventi o tornei. Un segmento che combina sport, benessere, enogastronomia e cultura, generando ricadute economiche diffuse sul territorio.

Un traino per l’economia

Come sottolinea Ivana Jelinic, amministratrice delegata di ENIT S.p.A. “I numeri sono la migliore testimonianza dello stato di salute del settore turistico italiano. Il fenomeno della vacanza di lusso, insieme allo shopping tourism, sono esperienze sempre più richieste dai turisti internazionali, disposti a spendere e investire per il Made in Italy. Un traino per la nostra economia che genera occupazione e benessere per l’intero Paese”. Il boom del turismo di lusso non è solo una questione di immagine. Ha effetti concreti su: occupazione qualificata (hotellerie, servizi personalizzati, ristorazione premium); investimenti immobiliari (riqualificazione di palazzi storici in hotel 5 stelle); export indiretto (moda, design, enogastronomia); destagionalizzazione (i viaggiatori high-spending viaggiano tutto l’anno); valorizzazione dei territori meno noti grazie a esperienze esclusive e su misura. Il risultato è un settore che non solo cresce, ma eleva la qualità complessiva dell’offerta turistica italiana contribuendo in modo significativo al Pil e alla reputazione internazionale del Paese.









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