giovedì 17 settembre 2026

Messico, il Grito dell’Indipendenza celebra a Roma storia, cultura e legami con l’Italia

 

Musica, danza, gastronomia e memoria. È stata una serata all’insegna della cultura e dell’identità messicana quella organizzata il 15 settembre all’Ambasciata del Messico in Italia per celebrare la Festa dell’Indipendenza. Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili e militari, rappresentanti del corpo diplomatico e numerosi esponenti della comunità messicana e italo-messicana residente in Italia. Il 15 settembre è una delle date più importanti del calendario messicano. È il giorno in cui si rinnova la memoria del Grito de Dolores, pronunciato da Miguel Hidalgo nella notte del 15 settembre 1810 nella cittadina di Dolores dando avvio al processo che avrebbe portato all’indipendenza del Messico. Una tradizione che, a distanza di 216 anni, continua a essere celebrata dalle comunità messicane in tutto il mondo. Momento clou della serata è stato il tradizionale Grito de Independencia rievocato dall’Ambasciatore del Messico in Italia, Genaro Lozano.


Il Reconocimiento Ohtli al Telefono Rosa

La cerimonia si è aperta con la consegna del Reconocimiento Ohtli 2026 all’Associazione Telefono Rosa premiata per il suo impegno al fianco delle donne messicane e italo-messicane in Italia.

Il riconoscimento viene conferito dal Governo del Messico a persone o istituzioni, messicane o straniere, che abbiano contribuito ad “aprire un cammino” per la comunità messicana all’estero. Non è casuale il nome scelto: Ohtli, parola della lingua náhuatl, significa infatti “cammino”.

Il premio ha così introdotto una serata dedicata non soltanto alla memoria dell’indipendenza, ma anche al rapporto tra la comunità messicana e il Paese che la ospita.

Veracruz protagonista

Filo conduttore culturale, della celebrazione, lo Stato di Veracruz con le musiche e le danze del son Jarocho: una delle espressioni più rappresentative della tradizione veracruzana. La performance ha raccontato anche una storia di contaminazioni che lega direttamente Messico e Italia. Tra le influenze che hanno contribuito alla formazione delle tradizioni musicali di Veracruz figura, infatti, la gagliarda: danza di corte nata nel Rinascimento italiano e formalizzata a Napoli nel 1576 dall’organista Antonio Valente. Attraverso le rotte dell’impero spagnolo queste tradizioni arrivarono in Messico dove incontrarono ritmi africani e melodie indigene, dando vita a nuove forme musicali. Un intreccio culturale che trova una delle sue espressioni più note in La Bamba, diventata nel tempo uno dei simboli internazionali della musica messicana. A coinvolgere gli ospiti sono stati anche i mariachi, immancabili protagonisti della festa.


La cultura messicana è passata anche dalla tavola, con una selezione di piatti della tradizione nazionale e una particolare attenzione alla cucina di Veracruz. Alla serata hanno partecipato alcuni ospiti provenienti dallo Stato messicano, in collaborazione con la Parroquia, storica istituzione veracruzana fondata nel 1808. Tra le specialità proposte non poteva mancare il café lechero, servito secondo il caratteristico rito del tintineo. A Veracruz il personale viene richiamato facendo tintinnare il cucchiaino contro il bicchiere: un gesto semplice, quasi quotidiano, diventato però nel tempo un vero simbolo della cultura locale.

La celebrazione del 15 settembre ha così unito memoria e presente, mettendo al centro una cultura capace di attraversare i confini attraverso la musica, la danza e la cucina. Una festa nazionale che, a Roma, è diventata anche un momento di incontro tra la comunità messicana e quella italiana, nel segno di relazioni che continuano a costruirsi attraverso la conoscenza e lo scambio culturale.

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